Editoriale – Piante Grasse 45:1 (2025)

Durante gli ultimi due anni si è verificata una rivoluzione silenziosa, che solo in pochi casi è salita agli onori della cronaca, ma che quasi certamente verrà ricordata dai libri di storia dei prossimi decenni come uno degli eventi cruciali della prima metà del XXI secolo. Si tratta dell’intelligenza artificiale (IA). Sebbene diversi modelli di IA esistano da decenni, il loro utilizzo era sempre rimasto ristretto a una piccola cerchia di ricercatori e professionisti dell’informatica. Il grande pubblico aveva accesso solamente a forme semplificate di IA attraverso la mediazione di motori di ricerca, siti internet commerciali e applicazioni, finché il 30 novembre 2022 è stato lanciato ChatGPT, un prototipo sperimentale di IA e apprendimento automatico in grado di interloquire con gli utenti e rispondere a una vasta gamma di domande. Col passare dei mesi ChatGPT è stato reso più preciso e affidabile, mentre si sono affacciati sulla rete altri modelli di IA quali Copilot (Microsoft) e Gemini (Google).

Questi nuovi programmi informatici possono aiutare chi coltiva piante succulente? Come per ogni innovazione tecnologica, la risposta varia in base alle esigenze di chi pone la domanda. L’IA può aiutarci a leggere testi (o etichette) scritti in una lingua straniera, a effettuare rapidamente dei calcoli (ad esempio per calibrare il dosaggio di fertilizzanti e pesticidi) e ad apprendere nozioni di base di natura geografica, scientifica o tassonomica. La criticità principale – di non poco conto – riguarda l’accuratezza delle risposte, solitamente ottima per le traduzioni e i calcoli, discreta per domande nozionistiche di natura generale, oltremodo incerta per questioni più complesse e soggettive. Per fare un esempio, alla domanda “Quali sono le tre regole più importanti per coltivare le piante succulente?”, il 29 dicembre 2024 ChatGPT ha risposto soffermandosi – in questo ordine – su luce adeguata, innaffiature moderate e terriccio e drenaggio. Alcuni suggerimenti offerti dall’IA sono indiscutibili, quantunque abbastanza banali (“scegli vasi con fori di drenaggio per permettere all’acqua in eccesso di defluire”), ma stupisce leggere come primo consiglio che “le succulente amano la luce solare. La maggior parte di esse prospera con luce indiretta intensa”, una formulazione allo stesso tempo ovvia (senza luce le piante non possono effettuare la fotosintesi), vaga (occorrerebbe almeno menzionare qualche famiglia), confusa (come fa la luce a essere allo stesso tempo indiretta e intensa?) e soprattutto fuorviante, dal momento che molte delle specie più rappresentative di piante succulente alle nostre latitudini hanno bisogno di luce solare diretta per la maggior parte dell’anno, altrimenti si rischia l’eziolamento o una crescita stentata.

Passando a domande più specifiche, se si chiede dove cresce una specie insolita, Aeonium cuneatum, l’IA risponde che è originario delle Isole Canarie e che “predilige ambienti aridi o semi-aridi […] e prospera in condizioni di luce intensa”. Queste ultime informazioni sono errate, in quanto la specie cresce nella laurisilva, in ambenti umidi e ombreggiati. L’indicazione dell’origine della specie è corretta, ma se si chiede all’IA di precisare su quali isole si trova la pianta, ChatGPT scrive che è diffusa a Tenerife, Gran Canaria, La Palma e La Gomera, una risposta ancora una volta errata, in quanto la specie cresce solamente nella prima di queste isole. Se poi si carica una fotografia di Sedum mocinianum e si chiede all’IA di identificare la specie, la risposta è poco confortante: “Questa pianta appartiene al genere Cotyledon, probabilmente è Cotyledon tomentosa”.

In conclusione, oggi come oggi l’IA può essere utile per tradurre rapidamente un brano, per fare qualche calcolo o per ottenere nozioni manualistiche di base. Per avere informazioni più dettagliate occorre ancora procedere in modo analogico e dunque studiare, sperimentare, chiedere a coltivatori più esperti e leggere pubblicazioni specializzate, come il fascicolo di Piante Grasse che avete tra le vostre mani.

 

Marco Cristini

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